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Mediaset impedisce di ricevere la tv Svizzera? ![]() Da quel che capisco è proprio così. Gli abitanti di confine (parlo soprattutto delle province di Como e Varese) con la Confederazione Elvetica ormai dal luglio 2006 non ricevono più “tranquillamente” il segnale della Rsi, la televisione Svizzera. Perchè? Digitale a parte, discorso sul quale poi ritorno, sembra che la diffusione dei programmi in Svizzera sia cosa diversa. Prendiamo gli eventi sportivi: lì vengono acquistati in blocco e si possono vedere in chiaro sulle frequenze dei canali nazionali. Semplice no? No, non stanno solo così le cose. Sì, la tv acquista i diritti e questo consente a tutti di vedere lo sport, di non pagare altri abbonamenti (Sky per capirci). Quindi chi sta sul confine con la Svizzera, se il segnale fosse semplicemente intercettabile, potrebbe vedere la tv (che piace a tanti) in cui sono compresi i programmi che qui vanno a pagamento. Ma la cosa è ancora più complicata di così. Un’altra parte della vicenda vede implicata Mediaset e Sportitalia (sì, avete capito bene Sportitalia). Se vi dico Tarak Ben Ammar vi viene in mente niente? Beh, Tarak Ben Ammar ha venduto a suo tempo le frequenze di Sportitalia proprio a Mediaset. Il canale 39 è quello su cui trasmette Sportitalia. Ecco qui sta il punto: Mediaset e Tsi, la televisione svizzera, trasmettono sullo stesso canale. Adesso leggiamo cosa scrive Altomilaneseinrete.it (anche se l’articolo è datato è illuminante): Alto Milanese (24 Mag 2006) Tempo fa avevamo parlato della possibilità di ricevere la Televisione della Svizzera Italiana con il digitale terrestre, ma da alcuni giorni molti ci inviano mail segnalando che sul canale 39 in DVB-T la TSI è oscurata. Dal 24 luglio 2006 la TSI si potrà vedere solo in digitale. In previsione dello spegnimento dei canali analogici elvetici 10 (H) e 36, molti avevano installato un’apposita antenna per vedere la TV svizzera in digitale sul canale 39. Il motivo dell’oscuramento è molto semplice: lo scorso 15 maggio Sportitalia ha cessato le trasmissioni analogiche sul canale 39; due giorni dopo Mediaset ha iniziato a trasmettere sul canale 39 in DVB-T rendendo impossibile la ricezione dei segnali elvetici. Mediaset utilizza legittimamente il canale 39. In molti però si chiedono per quale motivo sia così difficile avere il diritto di seguire i programmi televisivi svizzeri. Perchè nessun network in Italia ritrasmette in un suo bouquet la TV svizzera? Non è assurdo poter ricevere le TV di tutto il mondo ma non quella prodotta in lingua italiana a pochi chilometri da Milano? E’ poi piuttosto curioso che ci sia sempre qualcuno che trasmette sulle stesse frequenze usate dalla TV svizzera. Da alcuni mesi Daxmedia ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, affinchè almeno il canale 36 della TSI 1, ora trasmesso in analogico, venga convertito al digitale, consentendo così a molti lombardi di poter ancora seguire la TV svizzera. Il problema della ricezione della TSI in Lombardia è diventato oggetto anche di interrogazioni e discussioni all’interno del Consiglio di Stato del Canton Ticino. Ci auguriamo che il nuovo Ministro italiano delle Comunicazioni Paolo Gentiloni voglia prendere in considerazione la problematica, visto che durante il precedente Governo nessuno ha voluto intervenire affinchè la TV svizzera fosse visibile in Italia alla stregua delle TV italiane in Svizzera. Ma la TSI si può ancora ricevere, anche se con molte difficoltà, in molti comuni dell’Alto Milanese: bisogna sintonizzare il decoder sul canale 57, in modo da captare il segnale irradiato dal Monte San Salvatore (Lugano). Ma fino a quando ci consentiranno di vederla? La TSI parla spesso della politica italiana dicendo ciò che da noi sarebbe impossibile divulgare. Citiamo solo uno degli ultimi casi trattati dalla trasmissione “Falò”: “vi è il sospetto che la suocera di Silvio Berlusconi si sia impossessata di una vecchia casa engadinese, aggirando così la legge Koller, che limita l’acquisto di immobili da parte di stranieri”. Per non parlare dello speciale “Citizen Berlusconi”. Non dimentichiamo poi che nel maggio 2004, in occasione del “Viaggio della Memoria” della città di Legnano nei campi di concentramento nazisti, una troupe della TSI ha seguito i legnanesi realizzando poi il documentario “Un viaggio nella memoria” a cura di Fabio Calvi, trasmesso nell’ambito della trasmissione “Storie”. Nessuna TV italiana si è mai sognata di prestare così tanta attenzione a un’iniziativa del genere. Ed ecco che ora ci sembra chiaro che in Italia, nella zona di confine con la Svizzera ci sono frequenze Mediaset che impediscono l’accesso della Rsi. Magari tutto questo è ben noto. Magari tutto questo ha una spiegazione logica. Però è bene dire all’opinione pubblica una cosa seria: con il digitale terrestre non si è voluto trovare spazio per la televisione svizzera; le frequenze sono occupate da Mediaset e l’accesso a quella televisione ha precisi interessi commerciali che sono in contrasto. Per anni ho sentito dire a Berlusconi LIBERTA’, ma libertà vorrebbe anche dire possibilità di accesso. Ma di quale libertà di accesso parliamo se qualcuno può dirmi cosa posso o non posso vedere? E perchè dopo anni in cui ho visto la tv Svizzera, che spesso mi ha detto cose che in Italia non venivano dette, ora non posso più tranquillamente vederla? (N.b. Questo posto non ha alcuna pretesa di completezza ma se qualcuno ha qualcosa da aggiungere non dispiacerebbe visto che ancora una volta gli interessi di uno sembrano non coincidere con gli interessi di molti). Fonte loriscosta
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